12 novembre
2018
  PRIMO PIANO

XIII Congresso provinciale




  Sabato 17 Novembre 2018, presso l’Opera Don Orione di Montebello della Battaglia, si terrà il XIII Congresso provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori di Pavia per eleggere il Consiglio provinciale, i delegati al Congresso regionale ed i delegati al Congresso nazionale che si celebrerà nel prossimo gennaio. Il tema in discussione è: “Forti della nostra identità, attraverso il lavoro costruttori di speranza in Italia e in Europa”. Il tema in discussione ribadisce il percorso culturale del Movimento di questi anni; quello di una Associazione cattolica che fonda i sui principi nella dottrina sociale della Chiesa per occuparsi dei problemi dei lavoratori e del lavoro. Ma allo stesso tempo il Movimento ribadisce che, in questo momento di profonda crisi etico formativa, occorre suscitare speranza negli uomini e nelle donne perché l’Italia possa ritrovare un percorso di idee e di opere concrete, bandendo l’odio sociale e ricercando invece solidarietà e cooperazione per il suo sviluppo nella comunità europea all'insegna di un nuovo umanesimo integrale. Sono temi che il Mcl affronta da anni per portare il proprio contributo alla risoluzione di tanti annosi problemi della società italiana. MOZIONE DEL XIII° CONGRESSO PROVINCIALE 17 Novembre 2018 – Centro Don Orione Montebello della Battaglia “ Forti della nostra identità attraverso il lavoro costruttori di speranza in Italia e in Europa “ Il XIII° Congresso Provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori di Pavia, riunito al Centro Don Orione di Montebello della Battaglia il 17 Novembre 2018, ha ascoltato la relazione del Presidente provinciale e la approva. Il momento di crisi che attraversa il Paese non è solo di carattere sociale ed economico, ma anche etico culturale per cui è necessario che il Movimento riconsideri i propri valori fondanti per essere costruttore di speranza. Il clima di conflitto permanente che aleggia quotidianamente nei rapporti, nel linguaggio e negli atteggiamenti è fomentatore di rancore sociale, mentre c'è bisogno di relazioni solidali e concordi per promuovere condizioni di dialogo propositivo nell'interesse di una democrazia solidale e di uno sviluppo sostenibile. La centralità della persona umana è fondamentale per la costruzione di una società in positivo divenire e la centralità del lavoro è condizione essenziale per una società più umana, più equa, più solidale. Perciò l'attenzione ai diritti sociali, al lavoro dei giovani e delle donne, degli immigrati e quelli dei poveri è necessaria per ridare speranza e fiducia alle persone, alle famiglie, alle imprese in una visione di consapevole servizio all'uomo e al bene comune. La consapevolezza dei problemi attuali non può ignorare che ogni sviluppo socio economico deve confrontarsi con la tutela dell'ambiente naturale ed il rispetto delle vocazioni territoriali. Perciò il Movimento, ai vari livelli a seconda delle singole responsabilità e possibilità d'intervento, deve operare perché si affrontino e si risolvano i seguenti problemi: 1) La scuola, sia quella pubblica che la privata, è la risorsa sulla quale si basa il futuro della società; ma è necessario che tutto il sistema educativo e formativo venga ripensato perché troppe sono le manipolazioni che possono recare danno all'uomo ( violenza-rispetto delle persone-linguaggio-egocentrismo). Il nostro Convegno del 2017 sulla crisi del sistema formativo ha sottolineato come sia necessario che tutti i soggetti interloquenti, famiglia-scuola-parrocchia-stato-mass media, si rendano conto della loro responsabilità. Come cattolici crediamo che la comunità cristiana debba impegnarsi maggiormente per affrontare questi problemi. 2) Il lavoro è anche esso uno dei principali problemi; in Italia c'è troppa disoccupazione, soprattutto femminile e giovanile. Ricordando ciò che disse Paolo VI che “l'uomo è meno uomo senza lavoro”, occorre che lo Stato crei le condizioni normative per la piena occupazione, anche attraverso la riduzione dei gravami fiscali e sollecitando l'interesse e l'iniziativa per nuovi investimenti in tutti i settori. 3) La famiglia ha bisogno di un aiuto concreto sia nei servizi per i bambini e gli anziani, sia nel sostegno ad una vita normale di sicurezza economica e sociale. La famiglia è il fondamento della società e la sua precarietà crea sfiducia politica e istituzionale. Una politica vera per la famiglia deve essere richiesta con forza da tutti coloro che, in una visione solidaristica, vogliono lo sviluppo integrale della persona e della società. 4) Non ci può essere sviluppo se si trascura l'ambiente naturale. Occorre quindi creare una nuova mentalità per la tutela dell'ambiente, della città, del territorio oggi in gran parte abbandonati. Occorre parlare di prevenzione più che di ricostruzione e quindi è necessario che Comuni, Provincie, Regioni, Stato comprendano di dovere promuovere una politica di prevenzione ciascuna per la propria competenza. 5) L'immigrazione è un evento, per altro non nuovo, col quale ci si deve confrontare. L'accoglienza non può essere una manifestazione di pietà, ma deve considerare tutte le condizioni di vita della persona affinché l'integrazione sociale sia un valore sia per il migrante che per chi lo ospita. Perciò la conoscenza della lingua, la formazione civica, il lavoro, la casa, la salute, i ricongiungimenti familiari sono problemi da affrontare nel loro insieme per dare un nome concreto alla solidarietà. 6) La tutela della salute e la difesa della vita sono principi che devono fare di uno Stato una comunità solidale. Salvaguardare la persona in tutto il suo percorso vitale è un impegno morale per tutti. Perciò anche una riduzione del welfare pubblico può minare il dovere alla solidarietà. Il Congresso ritiene inoltre di dover ribadire che una crescita responsabile del Paese può esserci solo in un sistema personalistico di democrazia reale, di difesa di tutte le libertà e di una cooperazione europea concreta e solidale. Il Congresso ricorda ancora che per il raggiungimento di una più ampia democrazia è necessaria una rivalutazione dei corpi intermedi e la salvaguardia del principio di sussidiarietà indispensabile per una convivenza ordinata. Il Congresso invita quindi i nuovi organi dirigenti provinciali ad operare positivamente con un impegno quotidiano per la formazione, pilastro della vita del Movimento, per una mediazione culturale capace di rendere più liberi i lavoratori; sottolinea inoltre la necessità di un ampliamento territoriale del Movimento e di un aggiornamento dei servizi per aiutare nei loro problemi tutti i lavoratori. Auspica inoltre una più autentica comunione di tutti i cattolici organizzati invitandoli ad uscire dagli steccati che si sono costruiti attorno alle loro associazioni per guardare con fiducia e rinnovato impegno anche al servizio politico culturale ( sollecitato più volte da Papa Francesco) necessario per la costruzione di una Italia e una Europa più umana, più giusta, più solidale. Il Congresso da infine mandato ai Delegati al Congresso regionale e nazionale di rappresentare le aspettative di questa Assemblea e sollecita gli organi dirigenti provinciali .e di Circolo ad adoperarsi perché il Movimento sia sempre più adeguato alle esigenze degli iscritti e dei lavoratori.
 



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